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Lotta di Classe, organo d'informazione dell'Unione Sindacale Italiana, fondato nel 1915 da Armando Borghi. Direttore Responsabile Alberto Lipparini, Reg. Tribunale di Milano n. 366 del 26.11.1979 Proprietà Unione Sindacale Italiana.


 

 
Sgombero!!!!!
Stamattina all'alba è cominciato, a Firenze, lo sgombero dello stabile occupato in via Conciatori n.4, sede tra l'altro dell'Unione Sindacale Italiana (USI-AIT),  del Circolo Anarchico Fiorentino e del "Progetto Conciatori" A questo sgombero è stata opposta resistenza, alcuni compagni sono saliti sul tetto cercando di resistere; mentre le cariche della polizia colpivano i compagni in strada che manifestano contro lo sgombero. L'Unione Sindacale Italiana condanna come fatto gravissimo l'attacco poliziesco alla sede di un sindacato di lavoratori e ne denuncia il livello di repressione che questo sgombero comporta, a maggior ragione quando ciò avviene ad opera del rappresentante di un partito che si dice dalla parte dei lavoratori. Il sindaco della città non ha mai voluto ascoltare la proposta di autorecupero dello stabile da parte del "Progetto Conciatori", ma ha abdicato ai voleri della speculazione privata. Con lo sgombero di via dei Conciatori Firenze perde un'esperienza di autogestione che le ha dato importanti iniziative culturali e un progetto politico e sindacale unico per la difesa degli spazi sociali, del territorio e di tutti gli sfruttati. Ancora una volta come Unione Sindacale Italiana siamo colpiti dalla speculazione che attacca le nostre sedi, esattamente come avvenne nel 1925 quando il regima fascista requisì tutte le sedi dell'USI, sedi che mai lo stato democratico ha pensato di restituire.La Segreteria Nazionale e la Commissione Esecutiva dell'USI-AIT esprimono ai compagni fiorentini e toscani a nome di tutta l'USI-AIT la vicinanza e solidarietà e dichiarano il proprio sostegno a tutte le iniziative che i compagni fiorentini e toscani decideranno di mettere in atto. Analoga solidarietà e vicinanza va anche a tutte le altre realtà presenti oggi all'interno dello stabile in via dei conciatori.
 
La lezione dell’Islanda RIBELLARSI DI FRONTE AI MERCATI PER USCIRE DALLA CRISI
Idoia Intxaurbe e Mikel Noval
www.Rebelion.org

I governi dell’Unione Europea stanno applicando politiche di tagli al bilancio, riduzione delle protezioni sociali ed eliminazione dei diritti del lavoro. Tutto ciò, a quanto dicono, con l’intenzione di “tranquillizzare i mercati”. E´questa la ragione data da Zapatero, tra gli altri, per giustificare il taglio dei salari del personale al servizio dell’amministrazione, il congelamento delle pensioni quest’anno, la riforma del lavoro, la riforma delle pensioni, la riforma delle contrattazioni collettive, l’imposizione di una cifra di tetto per la spesa pubblica per l’anno che viene inferiore a quella di quest’anno. Questa stessa ragione è quella che ha diretto i tagli in Grecia, Portogallo, Irlanda, Regno Unito, Italia, ecc.

La conseguenza diretta di queste politiche è l’aumento della disoccupazione, l’impoverimento della popolazione e una ricomposizione dei benefici delle imprese. Nonostante questo però, i “mercati” non sono soddisfatti, non lo sono mai, non lo saranno mai.
Per ELA è evidente  che l’unica forma di uscire dalla crisi è di uscire dalla disciplina dei mercati. Vale a dire, imporre gli interessi della popolazione al di sopra di quelli del capitale. Finché non si faccia questo, le cose andranno di male in peggio, al meno per l’immensa maggioranza che presuppone la classe operaia.
C’è chi considera che questo è un’utopia. Tuttavia quello che è avvenuto in Islanda mostra che esiste un’uscita diversa dalla crisi.
Poco prima che la crisi colpisse l’Islanda, era un esempio da copiare. Un’isola con 320 000 abitanti, con un alto livello di vita, buone infrastrutture, un’energia pulita, con u  eccezionale stato del benessere, scarsa disoccupazione e poco debito. Era una delle economie di punta d’Europa, la sesta nazione più ricca della OCSE.
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TUTTI GLI OCCHI PUNTATI SU LONGVIEW: UN DANNO A UNO È UN DANNO A TUTTI
14 gennaio 2012
Caro/i amico/i e compagno/i
Stiamo scrivendo per informarvi su un scontro di classe molto grave che va sviluppandosi sulla costa nord-occidentale degli Stati Uniti, a Longview (stato di Washington).In questa piccola città, un'azienda internazionale di cereali, la EGT, posseduta congiuntamente dalle tre aziende (la statunitense Bunge Nord America,la Itochu con base in Giappone e la STX Pan Ocean con base in Corea), ha speso 200 milioni di dollari nella costruzione di un nuovo terminale per il carico e scarico dei cereali a regola d’arte.Mentre la costruzione era ancora in corso, la EGT ha reso noto che intendevacontinuare a impiegare i 225 membri della Local 21 della ILWU a Longview, in armonia con la sindacalizzazione dei porti della West Coast Americana, compatta  dal 1930 da parte della ILWU (International Longshore Union). Invece, quando la costruzione è stata completata, la EGT si è rivolta ad un
sindacato «canaglia», la Local 701 della General Construction and Operating Engineers, con l'intenzione di rimpiazzare la ILWU per salvare l'azienda con un contratto da «fidanzata» (secondo le sue stime) di 1 milione di dollari all'anno in costi di manodopera.La rottura della Local 21 sarà senza dubbio un preludio a ulteriori attacchi alla ILWU lungo la costa occidentale, con l'automazione di un altro ariete. Chiaramente, i boss e lo stato stanno opponendo i lavoratori della ILWU contro i militanti del movimento Occupy al fine di isolare e indebolire entrambi. Essi riconoscono e temono il potere dimostrato dall’azione congiunta Occupy/ILWU. Malgrado tale minaccia, la ILWU International ha chiesto di limitare la  protesta alla EGT e a Longview e di non bloccare altri porti. Diranno ai
portuali di attraversare le linee di picchetto di Occupy ovunque eccetto a Longview. Il 6 gennaio, teppisti della ILWU hanno attaccato un’assemblea di  Occupy Seattle che stava progettando azioni di solidarietà con Longview. Gli oppositori della Local 10, tra cui ex dirigenti e membri della base,  dichiarano che bloccheranno il porto di Oakland se la nave tenta di attraccare.  In realtà, i teppisti che hanno attaccato il 6 gennaio l’assemblea di Occupy  Seattle hanno agito così solo quando gli scaricatori del porto di Oakland si sono ritirati e il leader dell'opposizione Local 10, Jack Heyman, ha detto all’ assemblea che la base della ILWU a Oakland, Portland e Seattle aveva votato con  i piedi per onorare le linee di picchetto di Occupy e chiudere questi porti il 12 dicembre, giorno del blocco dei porti della costa occidentale da parte del movimento Occupy, e che lo faranno di nuovo quando la nave dei cereali  attraccherà a Longview.
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La memoria libertaria non si cancella.

15 DICEMBRE 1969-2011
GLI ANARCOSINDACALISTI NON DIMENTICANO
INIZIATIVA
PUBBLICA Contro ogni tentativo di cancellazione della MEMORIA STORICA Nel quarantaduesimo anniversario dell’assassinio del ferroviere anarchico e attivista dell'USI-AIT GIUSEPPE PINELLI Mercoledì 14 Dicembre alle ore 20.30

Allo Spazio Autogestito “MICENE” di via Micene Milano (zona San Siro)
PROGRAMMA:
• Proiezione di “Addio Lugano bella” (registrazione con G. Gaber, E. Jannacci, L.Toffolo, O. Profazio, S. Pisu) • “Un marmo in ricordo di Pinelli”: video-­storia del percorso da Carrara a Milano della targa commemorativa • La testimonianza di Paolo Braschi: vittima della repressione di Stato (aprile 1969) come anticipazione della “strage di piazza Fontana” • Lello Valitutti (in collegamento video): testimone scomodo quando Pinelli fu ucciso • Lotte di ieri,
lotte di oggi: la “resistenza” continua… • Il “coro Micene” accompagna la posa della targa commemorativa posta dove Pinelli abitava • Alla serata saranno presenti le figlie di Giuseppe Pinelli Claudia e Silvia Unione Sindacale Italiana
–U.S.I. AIT Milano “Spazio Micene” Federazione Anarchica Milanese FAI

 
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