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Lotta di Classe, organo d'informazione dell'Unione Sindacale Italiana, fondato nel 1915 da Armando Borghi. Direttore Responsabile Alberto Lipparini, Reg. Tribunale di Milano n. 366 del 26.11.1979 Proprietà Unione Sindacale Italiana.


 

 
PSICHIATRIA STRUMENTO DI MORTE

La psichiatria quale branca della medicina si arroga del riconoscimento scientifico per imporre il suo metodo di controllo e di annientamento, finalizzato a soffocare qualsiasi forma di dissenso e di rivolta che soggettivamente ogni individuo con un profondo senso umano, esterna, rivendicando il diritto della propria dignità e il bisogno di libertà da questo sistema di potere che nella sua brutalità, sadica e perversa arriva anche ad assassinare chi osa mettere in discussione l’arroganza ed i privilegi acquisiti dalle caste politiche – religiose – scientifiche – economiche.

Emblematico è il susseguirsi, quasi quotidiano, di pestaggi, torture e T. S. O. (trattamento sanitario obbligatorio) che tante, tantissime volte diventano aberranti omicidi contro le persone più deboli. Quelle persone che non riescono ad autodifendersi ed isolati da una atavica cultura basata sui pregiudizi e dalla carenza di solidarietà umana restano schiacciati dal meccanismo strutturale di questa società prigione. Le morti non si contano perché ti fanno perdere la conta, una o un milione la vita ha lo stesso valore, c’è solo la differenza quantitativa, la vita, il diritto di vivere non deve e non può essere calcolato con la statistica delle morti da loro barbaramente programmate. Rispetto a queste condizioni oggettive ogni individualità che abbia un briciolo di senso umano, solidaristico e fraterno, non può restare indifferente ne tanto meno assumere un atteggiamento presuntuoso restando emotivamente distaccata da tutto ciò che la circonda. L’ESIGENZA ci spinge ad elaborare una forma ORGANIZZATIVA DI DIFESA – AUTODIFESA affinchè si possa nell’immediato fermare la mano assassina dei servi, tacitamente consenzienti e perciò complici coscienti bramosi ad assumere con sadico piacere il ruolo di boia al servizio del potere costituito. Ogni forma di rifiuto avverso le strutture totali e legittimo. Il T. S. O. è una pratica di violenza inaudita, la contenzione strazia il corpo e sconvolge psicologicamente chi la subisce. La barbarie della pseudo - scienza psichiatrica è un orrore senza fine, un infierire disumano contro corpi inermi e ottenebrati, ridotti allo stato di ZOMBIE dall’obbligo ad assumere potenti e deleterie dosi di psicofarmaci.

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Al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
Sabato 03 Luglio 2010 00:49

Egregio Presidente,

martedì 25 maggio, su iniziativa dell'Anpi cittadino e regionale, ci siamo riuniti, nella libreria Rinascita in largo Agosta, a Roma, per affrontare in video conferenza il tema dell'Armadio della vergogna, che, ci scusi il gioco di parole, ma non è un gioco, è diventata la vergogna dell'Armadio. Siamo popolo, partigiani, sindaci, giornalisti, politici, professori. Ci siamo chiesti, e Le chiediamo, come mai tra i moltissimi ed essenziali temi da Lei affrontati non riesca a trovare spazio quello che riguarda la tragedia più grande subita dai cittadini di questo paese? Decine di migliaia di vittime civili e militari, di cui non si conosce ancor a ad oltre 65 anni di distanza neanche l'ammontare approssimativo. Furono uccisi dai nazifascisti nei modi più efferati, cavando i feti dal ventre delle madri, facendo dei più piccoli il bersaglio delle loro armi, fucilando chi pur aveva alzato bandiera bianca perché non si era immediatamente arreso.

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Dalla Sezione portoghese AIT - Aggiornamento sugli 11 di Lisbona
Nei giorni 29 aprile, 19 maggio e 15 giugno si sono celebrate udienze del processo contro gli 11 di Lisbona (arrestati il 25 aprile 2007 durante la manifestazione antiautoritaria contro il fascismo e il capitalismo).
Sono stati ascoltati testimoni dell'accusa (principalmente poliziotti antisommossa) e della difesa, la quale ha anche mostrato un video degli scontri che chiarisce la natura puramente repressiva delle cariche poliziesche e che si aggiunge alle numerose contraddizioni delle testimonianze della polizia.
A sei mesi dall'inizio del processo la linea dell'accusa si sta dimostrando insostenibile, così come la continua e massiccia presenza di agenti e ufficiali di polizia dentro e fuori dall'aula, a chiaro scopo intimidatorio, ha portato lo stesso giudice a chiederene la diminuzione.La notizia di un rapporto sull'attività politica di 30 persone, scollegate dagli avvenimenti del 2007, comparsa il 25 aprile scorso sui giornali, oltre agli articoli dedicati agli anarchici pubblicati dalla stampa negli ultimi due mesi, chiariscono definitivamente l'intento repressivo dell'accusa.
L'udienza del 5 luglio dovrebbe essere l'ultima prima del verdetto. Azioni di solidarietà si sono svolte tra il 28 aprile e il 19 maggio in Spagna, Ucraina e Polonia.
 
Cartellino rosso per il mondo del lavoro salariato

Ricollegare coscienza di classe e conflitto capitale-lavoro

Mentre i riflettori della “politica spazzatura” dei vari palazzi sono puntati su scandali e scaldaletti tipici del regime del malaffare in cui viviamo, in sordina e con la complicità dell’attuale “opposizione”, è passata nell’ultimo periodo una serie di misure con cui governo e parlamento, con una vera spada di Damocle sulla testa del mondo del lavoro salariato, avviano la definitiva cancellazione del quadro normativo a tutela di lavoratrici e lavoratori. Memori della sconfitta subita in riferimento all’attacco frontale all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, ora ci riprovano in modo più subdolo, indiretto, facendo leva su cosiddette deroghe a base volontaria che, come ben sappiamo, in un momento di crisi economica ed occupazionale, diventano prassi consolidata e generalizzata. Il neo-assunto viene posto nelle condizioni di sottoscrivere una forma di inquadramento contrattuale recante clausole in cui, nella sostanza, si rinuncia al quadro legislativo operante in condizioni di licenziamento senza “giusta causa”, ecc. ma al più di potersi avvalere di un’udienza di fronte ad un collegio arbitrale svincolato da obblighi normativi così come sanciti nei rispettivi contratti nazionali collettivi. Facile prevedere che a chi non si sottometterà a questa clausola-capestro sarà rifiutata l’assunzione. La disoccupazione crea facile “carne da macello” per il capitale. Questi cosiddetti contratti ad personam “certificati” comportano anche che, qualora si arrivi per una causa di fronte al giudice del lavoro ordinario, che questi non sia messo nella possibilità di applicare norme vigenti per legge essendo prioritarie le deroghe normative stipulate nel contratto stesso. Sempre più difficile, per non dire impossibile quindi che il lavoratore licenziato possa essere riassunto così come stabilito dall’articolo 18 dello statuto dei lavoratori ed inoltre, alle aziende, viene garantito ulteriore trattamento di “favore” con tempi rapidi di prescrizione e notevoli sconti di eventuale risarcimento economico a vantaggio del lavoratore. Se nel settore privato le cose vanno male, di certo nel pubblico impiego non vanno meglio: si rende obbligatoria la mobilità di funzione all’interno delle amministrazioni o tra amministrazioni e privato. Un esercito di personale ubbidiente e disciplinato al servizio dello Stato. Inutile sottolineare che questo ulteriore attacco “terroristico” padronale e statale alle condizioni materiali della classe lavoratrice è avvenuto con il beneplacito del sindacalismo confederale e di Stato con i soliti controcanti alla luna della CGIL pronta, in seconda istanza e in sede di contrattazione specifica, a firmare di tutto e di più.

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