Raccontare e ricordare la storia di Ana Delso significa percorrere la storia dell’uomo, è un romanzo epico che come l’Odissea si replica nelle nostre vite, dentro la pagine della sua vita troviamo sofferenza di interi popoli. Ana nasce ad Andùjar in Spagna nel 1921. La sua infanzia è simile a quella di molti bambini nella Spagna degli anni trenta. Nel 1936, quando inizia la guerra civile è costretta a crescere in fretta, diventando testimone di grandi sogni e altrettante tragedie. Nel 1937 si trova in Catalogna quando aderisce all’organizzazione anarchica Mujeres Libres; è tra le promototrici del gruppo nella città di Vilanova i la Geltrù , partecipa a progetti di alfabetizzazione per adulti, promuove l’attivismo sindacale delle donne all’interno delle fabbriche, scrive articoli per il giornale «La Catalunya». Ana, proprio rispetto a quei momenti, scrive: ”Noi abbiamo fatto in modo che esistesse, senza aspettare che ci venisse offerta l’utopia anarchica tanto agognata, il sogno impossibile di Don Chisciotte”. Il buco nero dell’ intolleranza e del totalitarismo uccidono la libertà. Nel 1939 Ana, insieme a migliaia di persone, fortunatamente, riesce ad attraversare i Pirenei. Al di là dello spartiacque però, si trova uno stato politico lontano anni luce dai fuochi parigini, infatti, ad accogliere i profughi stremati, ci sono solo campi di concentramento e lavori forzati.
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Dal 4 al 6 dicembre del mese di dicembre 2009 si è tenuto a Porto Alegre (Brasile) il Congresso dell’AIT, l’Associazione Internazionale dei Lavoratori fondata nel 1921, ed alla quale l’USI aderisce. Erano presenti delegazioni da Italia (il sottoscritto ed Emanuele Silenzi, dell’USI Parma, nonché membri dell’Esecutivo Nazionale), Spagna, Francia, Brasile, Argentina, Slovacchia, Russia, Norvegia, Gran Bretagna, Serbia, Portogallo, oltre a contributi dalla Germania e dalla Rep. Ceca. Era presente anche una compagna polacca, che ha presentato nel consenso generale la richiesta di adesione all’AIT del suo sindacato. Come sempre, si è trattato di un’occasione (sindacale ed umana) molto interessante, davvero unica: aver potuto scambiare opinioni, esperienze, il confrontarsi sulle varie attività con compagni/e provenienti da tutto il mondo, resterà nella testa e nel cuore di ogni partecipante. Molteplici le questioni trattate, sia di natura organizzativa interna sia di strategia complessiva dell’Internazionale che di attività da compiersi. In primo luogo, va ricordato il manifesto di solidarietà verso i sei compagni serbi (tra questi, anche il precedente Segretario dell’AIT) incarcerati da mesi ingiustamente di terrorismo internazionale a causa di una molotov scagliata contro l’ambasciata greca come segno di protesta per l’uccisione del giovane greco di sedici anni ucciso dalla polizia ateniese: ferma è stata da parte di tutti la presa di posizione contro un’accusa assolutamente infondata, finalizzata a colpire il movimento serbo.
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L’INTROVERSI: DIANE DI PRIMA |
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Scritto da Administrator
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Il mio viaggio nel continente americano continua. Dopo essermi fermato tra i versi di Julian Beck e il fuoco del Living Theatre, mi sono rimesso in viaggio senza una meta precisa, ho girovagato a lungo tra gli scaffali di grandi e piccole librerie, cercando come tra la folla di una grande metropoli, ragnatela di sguardi ed ombre, gli occhi dove si specchia la bellezza. Dopo più di una settimana di ricerca mi sono dato alla rete, ho aperto siti che sembravano le porte di camere da letto, ho bevuto cafè ribelle e fumato erba fino alle due del mattino, quando, in una di quelle notti senza sonno, sono finito per bussare timidamente alla porta di una casa a San Francisco; quando si è aperta sono stato investito da Diane Di Prima. Et voilà! È accaduto l’inevitabile: mi sono innamorato.
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L ’estate è stata particolarmente calda, sia dal punto di vista metereologico che da quello sociale. L’autunno probabilmente sarà piovoso, ma incandescente sotto il profilo dello scontro sindacale e di classe. La crisi mondiale che gli esperti tentano di esorcizzare proclamando una vicina ripresa, deve ancora manifestare i suoi effetti più devastanti sulle classi lavoratrici, in Italia come nel resto del mondo. Prima di entrare nel merito delle questioni che si aprono in questa fase, ripercorriamo brevemente alcune delle lotte più significative di questi ultimi tempi.
Le lotte in Francia L a primavera-estate 2009 è stata ricca di lotte quasi dappertutto, ma particolarmente in Francia la rabbia dei lavoratori contro le conseguenze della crisi in atto (licenziamenti e chiusure di aziende) ha assunto forme radicali e sindacalmente non usuali. Una brevissima e sintetica cronistoria lo dimostra: Marzo 2009: Gli operai della Sony, nelle Landes, costringono il loro amministratore delegato a un “turno di lavoro straordinario”. Lo stesso era accaduto a Pithiviers al direttore dell’azienda farmaceutica 3M Aprile 2009: A Parigi il proprietario del gruppo Pinault-Printemps viene “trattenuto” dai lavoratori e liberato solo con l’interento della polizia. Erano stati annunciati 1.200 licenziamenti in due aziende del gruppo (FNAC e Conforama); a Grenoble quattro dirigenti della Caterpillar sono sequestrati dagli operai. |
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