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Lotta di Classe, organo d'informazione dell'Unione Sindacale Italiana, fondato nel 1915 da Armando Borghi. Direttore Responsabile Alberto Lipparini, Reg. Tribunale di Milano n. 366 del 26.11.1979 Proprietà Unione Sindacale Italiana.


 

 
Modena presidio antifascista
11 febbraio Presidio Antifascista
Piazza Grande ore 13.
L'Unione Sindacale Italiana-AIT sezione di Modena invita tutti i sindacati antifascisti, tutti i lavoratori e le lavoratrici, tutti i gruppi antifascisti, gli spazi sociali, le forze antifasciste e tutti i cittadini a partecipare al presidio antifascista in Piazza Grande sabato 11 febbraio dalle ore 13. Le motivazioni che ci portano ad indire questa scadenza sono molteplici e tutte di egual importanza. Primo, dare solidarietà agli antifascisti modenesi che stanno subendo una dura repressione per aver giustamente cercato di impedire una conferenza che esaltava la marcia su roma. Secondo, perché dopo l'assalto ai campi Rom a Torino, l'uccisione dei due ragazzi nigeriani a Firenze, ed innumerevoli altri episodi, il limite è stato abbondantemente superato, la società deve rispondere con segnali forti al rinascere del fascismo. E' necessario evitare fin da subito gli errori degli anni 20 e non sottovalutare il nascente neofascismo. Saremo presenti con una mostra contro gli ecomostri sia del periodo fascista che quelli del periodo democratico, per ricordare che i temi di moda usati dei neofascisti sono solamente strumentali. Come USI-AIT inoltre saremo in Piazza Grande perché nel centenario della fondazione del  nostro sindacato, avvenuta a Modena nel 1912, vogliamo ricordare come il fascismo nel 1925 ne decise manu militari lo scioglimento. Saremo in Piazza Grande anche perché rivendichiamo il patrimonio storico della nostra sede in Via S. Agata 14, ora Piazza Matteotti, che i fascisti distrussero nel 1923. Ci saremo anche perché Piazza Grande è il luogo dell'Eccidio del 1920, dove furono uccisi nostri compagni e compagne e che il 7 Aprile ci troveremo pieno di bancarelle di antiquariato. Siete tutte e tutti invitati a partecipare.
Unione Sindacale Italiana aderente all'AIT sezione provinciale di Modena.

 
TUTTI GLI OCCHI PUNTATI SU LONGVIEW: UN DANNO A UNO È UN DANNO A TUTTI
14 gennaio 2012
Caro/i amico/i e compagno/i
Stiamo scrivendo per informarvi su un scontro di classe molto grave che va sviluppandosi sulla costa nord-occidentale degli Stati Uniti, a Longview (stato di Washington).In questa piccola città, un'azienda internazionale di cereali, la EGT, posseduta congiuntamente dalle tre aziende (la statunitense Bunge Nord America,la Itochu con base in Giappone e la STX Pan Ocean con base in Corea), ha speso 200 milioni di dollari nella costruzione di un nuovo terminale per il carico e scarico dei cereali a regola d’arte.Mentre la costruzione era ancora in corso, la EGT ha reso noto che intendevacontinuare a impiegare i 225 membri della Local 21 della ILWU a Longview, in armonia con la sindacalizzazione dei porti della West Coast Americana, compatta  dal 1930 da parte della ILWU (International Longshore Union). Invece, quando la costruzione è stata completata, la EGT si è rivolta ad un
sindacato «canaglia», la Local 701 della General Construction and Operating Engineers, con l'intenzione di rimpiazzare la ILWU per salvare l'azienda con un contratto da «fidanzata» (secondo le sue stime) di 1 milione di dollari all'anno in costi di manodopera.La rottura della Local 21 sarà senza dubbio un preludio a ulteriori attacchi alla ILWU lungo la costa occidentale, con l'automazione di un altro ariete.
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Sgombero!!!!!
Stamattina all'alba è cominciato, a Firenze, lo sgombero dello stabile occupato in via Conciatori n.4, sede tra l'altro dell'Unione Sindacale Italiana (USI-AIT),  del Circolo Anarchico Fiorentino e del "Progetto Conciatori" A questo sgombero è stata opposta resistenza, alcuni compagni sono saliti sul tetto cercando di resistere; mentre le cariche della polizia colpivano i compagni in strada che manifestano contro lo sgombero. L'Unione Sindacale Italiana condanna come fatto gravissimo l'attacco poliziesco alla sede di un sindacato di lavoratori e ne denuncia il livello di repressione che questo sgombero comporta, a maggior ragione quando ciò avviene ad opera del rappresentante di un partito che si dice dalla parte dei lavoratori. Il sindaco della città non ha mai voluto ascoltare la proposta di autorecupero dello stabile da parte del "Progetto Conciatori", ma ha abdicato ai voleri della speculazione privata. Con lo sgombero di via dei Conciatori Firenze perde un'esperienza di autogestione che le ha dato importanti iniziative culturali e un progetto politico e sindacale unico per la difesa degli spazi sociali, del territorio e di tutti gli sfruttati. Ancora una volta come Unione Sindacale Italiana siamo colpiti dalla speculazione che attacca le nostre sedi, esattamente come avvenne nel 1925 quando il regima fascista requisì tutte le sedi dell'USI, sedi che mai lo stato democratico ha pensato di restituire.La Segreteria Nazionale e la Commissione Esecutiva dell'USI-AIT esprimono ai compagni fiorentini e toscani a nome di tutta l'USI-AIT la vicinanza e solidarietà e dichiarano il proprio sostegno a tutte le iniziative che i compagni fiorentini e toscani decideranno di mettere in atto. Analoga solidarietà e vicinanza va anche a tutte le altre realtà presenti oggi all'interno dello stabile in via dei conciatori.
 
La lezione dell’Islanda RIBELLARSI DI FRONTE AI MERCATI PER USCIRE DALLA CRISI
Idoia Intxaurbe e Mikel Noval
www.Rebelion.org

I governi dell’Unione Europea stanno applicando politiche di tagli al bilancio, riduzione delle protezioni sociali ed eliminazione dei diritti del lavoro. Tutto ciò, a quanto dicono, con l’intenzione di “tranquillizzare i mercati”. E´questa la ragione data da Zapatero, tra gli altri, per giustificare il taglio dei salari del personale al servizio dell’amministrazione, il congelamento delle pensioni quest’anno, la riforma del lavoro, la riforma delle pensioni, la riforma delle contrattazioni collettive, l’imposizione di una cifra di tetto per la spesa pubblica per l’anno che viene inferiore a quella di quest’anno. Questa stessa ragione è quella che ha diretto i tagli in Grecia, Portogallo, Irlanda, Regno Unito, Italia, ecc.

La conseguenza diretta di queste politiche è l’aumento della disoccupazione, l’impoverimento della popolazione e una ricomposizione dei benefici delle imprese. Nonostante questo però, i “mercati” non sono soddisfatti, non lo sono mai, non lo saranno mai.
Per ELA è evidente  che l’unica forma di uscire dalla crisi è di uscire dalla disciplina dei mercati. Vale a dire, imporre gli interessi della popolazione al di sopra di quelli del capitale. Finché non si faccia questo, le cose andranno di male in peggio, al meno per l’immensa maggioranza che presuppone la classe operaia.
C’è chi considera che questo è un’utopia. Tuttavia quello che è avvenuto in Islanda mostra che esiste un’uscita diversa dalla crisi.
Poco prima che la crisi colpisse l’Islanda, era un esempio da copiare. Un’isola con 320 000 abitanti, con un alto livello di vita, buone infrastrutture, un’energia pulita, con u  eccezionale stato del benessere, scarsa disoccupazione e poco debito. Era una delle economie di punta d’Europa, la sesta nazione più ricca della OCSE.
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